Festeggiamenti e Ricordi!
di krypto (04/02/2007 - 11:37)
Ciao a tutti, sono le ore 11:39, scusate se non mi sono fatto sentire, come saprete questi sono giorni di lutto per la morte di un poliziotto nella partita Catania-Palermo, io ero lì e non posso dire che non mi hanno fatto nulla!! ;) Ora dopo mangiato vado alla festa di S.Agata con i miei compagni, almeno per quello che ne è rimasto dopo questo tragico evento. Eccovi un articolo preso dal web che vi spiegherà tutto!
Fonte: Leggonline.it
Sono 22 fino a questo momento i giovani arrestati dalla polizia nell'ambito dell'indagine sui disordini accaduti all'esterno dello stadio Massimino venerdì sera, durante i quali è stato ucciso l'ispettore capo del reparto mobile della Questura Filippo Raciti.
Da quanto si è appreso, tra gli arrestati ci sono anche 9 minorenni di età compresa tra i 15 e i 17 anni. Dal pomeriggio di ieri le forze dell'ordine hanno fatto scattare una serie di controlli nei club organizzati e nelle abitazioni di persone sospettate.
In un appartamento di Librino è stato arrestato un giovane, con se aveva armi e droga. Sembra che gli investigatori siano sulle tracce di una baby gang che avrebbe preso parte ai disordini che sono seguiti al derby Catania- Palermo e che, oltre alla morte dell'ispettore di polizia, hanno provocato un centinaio di feriti.
Un uomo posa un mazzo di fiori nel luogo dove venerdì sera è stato ucciso l'ispettore di polizia Filippo Raciti. Si guarda attorno e poi confida: “Pensavo di trovare molte persone qui davanti allo stadio, invece vedo che non c'è nessuno. Anzi, in piazza Spedini c'è regolarmente il mercato degli ambulanti, come se non fosse accaduto nulla”. E invece lì, dodici ore prima, è stato ammazzato l'ispettore capo di polizia Filippo Raciti, 38 anni, sposato e padre di due bambini. Lo hanno ucciso quegli pseudo tifosi che hanno scatenato una caccia al poliziotto quando hanno capito che non avrebbero potuto avvicinarsi ai palermitani durante il derby con il Palermo.
Lo dice chiaramente il procuratore aggiunto Renato Papa, il bersaglio erano le forze dell'ordine. “Basta guardare i filmati -ha spiegato il magistrato che questa mattina ha effettuato un sopralluogo nello stadio- hanno cercato e stanato i poliziotti per colpirli con qualunque cosa, perfino con le pietre. Sembrava l'Intifada”.
L'Intifada di un gruppo di teppisti catanesi contro le forze dell'ordine, non è la prima volta. Era accaduto anche in occasione del derby con il Messina, in quel caso ci furono un paio di agenti feriti e quegli episodi costarono una squalifica del campo al Catania.
Sono due le inchieste avviate dalla Procura di Catania dopo gli scontri accaduti fuori dallo stadio Angelo Massimino in occasione del derby tra Catania e Palermo, costati la vita ad un poliziotto e il ferimento di un centinaio di persone. La prima riguarda gli incidenti accaduti fuori dallo stadio e ha già portato al fermo di una ventina di persone, la metà è minorenne. Un dato che fa riflettere nella città in cui la criminalità minorile continua ad essere una piaga, tanto che da anni i magistrati segnalano la necessità di interventi mirati per recuperare quei giovani che vivono in situazioni di degrado e rischiano di trasformarsi in una manovalanza per i clan mafiosi. La seconda inchiesta dovrà stabilire se all'interno dello stadio siano state attuate tutte le misure previste dalle norme per garantire i livelli di sicurezza. La Procura nominerà dei periti che dovranno verificare l'adeguatezza delle barriere che suddividono la curva Nord, quella più frequentata dai tifosi del Catania, dal settore riservato ai tifosi ospiti e l'efficacia della rete che dovrebbe impedire di lanciare oggetti fuori dallo stadio. Questa mattina i magistrati Renato Papa e Ignazio Fonzo hanno effettuato un sopralluogo nella struttura accompagnati dal questore Michele Capomacchia, al termine del quale hanno annunciato che lo stadio sarà sottoposto a sequestro per permettere ai periti di verificare le condizioni di sicurezza. Ieri sera sugli spalti dello stadio Massimino erano presenti 21 mila spettatori, cifra massima che la struttura può contenere.
Nella sala mortuaria dell'ospedale Garibaldi di Catania i famigliari hanno vegliato la salma di Raciti. Un dolore composto e silenzioso quello della moglie, una donna impegnata con le associazioni di volontariato, madre di due bambini di 14 e 8 anni. A portarle il suo cordoglio questa mattina è arrivato anche il capo della Polizia, Gianni De Gennaro, che in ospedale ha incontrato gli agenti feriti negli scontri. “Non sono qui per rilasciare commenti -ha detto De Gennaro ai giornalisti- ma per stare vicino alla famiglia di Raciti”.
Poi ha partecipato ad un vertice con il questore Michele Capomacchia. I funerali di Raciti potrebbero tenersi lunedì prossimo. In un reparto dell'ospedale Garibaldi è ricoverato Salvatore Renda, il 24enne agente di polizia collega e amico di Raciti. Ieri sera si era temuto il peggio anche per lui, era arrivato in ospedale in gravi condizioni dopo essere stato travolto da un'auto durante i disordini. Ora sta meglio, ma è scosso da quello che ha visto. “Riesco a ricordare poco -racconta- c'era fumo, rumore e ci lanciavano contro di tutto, eravamo noi il bersaglio”. Poi ricorda l'amico deceduto: “Un ragazzo d'oro -dice con un filo di voce- che amava tantissimo il reparto e veniva ricambiato alla stessa maniera, un amore che gli è costato troppo. È assurdo morire così, morire per una partita di calcio, mentre si fa il proprio lavoro”.
Impossibile fare finta di niente, le immagini di ciò che è accaduto ieri sera nei pressi dello stadio Massimino hanno fatto il giro nel mondo, sono entrate in ogni casa italiana. Impossibile far iniziare le celebrazioni per la patrona, Sant'Agata, come nulla fosse successo. In mattinata in un vertice tenutosi in Arcivescovado si è discusso della festa che dal 3 al 5 febbraio ogni anno coinvolge decine di migliaia di devoti. Alla fine è stato deciso di eliminare tutte le manifestazioni di folklore e lasciare svolgere solo le funzioni religiose e le processioni previste per il 4 e il 5 febbraio, quando il fercolo e il busto reliquiario della santa attraversano i quartieri esterni alla città e le vie del centro, fino a notte inoltrata. Due i momenti più importanti delle processioni, il 4 febbraio con la 'salita dei Cappuccinì e nella notte tra il 5 e il 6 febbraio, quella di via di Sangiuliano. Non ci saranno dunque i fuochi pirotecnici, nè le luminarie lungo le strade della città; non ci sarà il trofeo podistico nè il tradizionale giro delle candelore. Eliminata anche l'attesa uscita della Carrozza del Senato, l'atto con cui la mattina del 3 febbraio si da il via ufficiale ai festeggiamenti in onore della martire catanese
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